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Trova lo stile di leadership adatto a te (e alla tua situazione)

Trova lo stile di leadership adatto a te (e alla tua situazione)

Non esiste un solo stile di leadership vincente ed efficace, ma ne esistono diversi, a seconda dello scopo.




 
Si parla tanto di quale sia il migliore “stile di leadership” da adottare o cercare di imitare, ma dopo numerose letture e corsi sul tema posso tranquillamente affermare che non esiste un solo stile di leadership vincente ed efficace, ma ne esistono diversi, a seconda dello scopo. Il vero leader di successo è dunque colui che riesce a individuare prontamente lo stile giusto da adottare, interpretando e analizzando correttamente la situazione. Solo così può creare a sua volta nuovi leader all’interno del suo team, anziché circondarsi di meri “tifosi” che non possono essere d’aiuto (se non per l’autostima).
 
Per diventare un leader di successo è necessario adottare una serie di comportamenti e abitudini virtuose.
 
  1. Sii te stesso: non cercare di essere chi non sei.
  2. Sii giusto: sappi usare il NO motivandolo.
  3. Non navigare a vista: pianifica con un orizzonte temporale adeguato al tuo business.
  4. Orienta la tua visione basandoti sui Valori: guiderai così il tuo team anche attraverso le tempeste più violente senza perdere mai la rotta.
  5. Sii autorevole: devi conoscere a fondo il tuo business e per farlo non devi mai smettere di studiare.
  6. Crea Affettività: usa i sentimenti, crea empatia e sii generoso (ma solo nel caso in cui ci sia effettiva esigenza).
  7. Delega: anche se l’idea di staccarti ti crea disagio, impara a delegare.
  8. Fai sport: “una mente sana richiede un corpo sano”.
  9. Dedica del tempo al sociale: è arrivato il tempo di ridare qualcosa indietro agli altri.
  10. Cerca collaboratori sempre migliori di te.
  11. Gestisci i Rischi: prepara sempre un piano B per tutto.
  12. Diventa inutile: rendi la tua azienda autonoma, crea processi automatici e libera così preziose risorse da dedicare alla strategia.
  13. Tu non sei L’azienda: il vecchio concetto della personalizzazione dell’impresa ha già fatto troppe vittime. L’azienda può anche fallire ma non per questo tu fallisci.
  14. Impara dai Fallimenti: le crisi sono parte del percorso di successo e dell’eccellenza.
  15. Celebra i successi: non saltare o rimandare i festeggiamenti per un successo (perché gli insuccessi si celebrano da soli).
Sono questi gli ingredienti di base per la creazione dello stile di leadership più idoneo alle diverse situazioni che un leader si trova puntualmente ad affrontare.
 
Tra gli stili di leadership tra cui scegliere (lo ripeto, non a priori ma solo dopo aver valutato attentamente la situazione), ecco quelli che si rivelano più efficaci:
 
  1. Leader Comandante. Questo stile di leadership richiede il rispetto immediato delle indicazioni date al proprio team. Si rivela necessario solo in rare occasioni, in primis in caso di crisi o in situazioni di pericolo in cui è stata compromessa la sicurezza di una o più persone. Può essere utile anche per guidare un dipendente particolarmente problematico.
  2. Leader Focalizzato sul Passo. Se il team è competente e motivato il leader deve solo fissare i tempi e il passo per raggiungere gli obbiettivi.
  3. Leader Coach. Lo stile giusto per chi se la sente di delegare e di rendersi un “leader inutile” all’interno della propria azienda, facendo sì che essa funzioni indipendentemente dalla sua presenza. È necessario rimanere focalizzati sul futuro, guidando i collaboratori nel miglioramento continuo delle loro prestazioni. È uno stile che necessita di molta pazienza: ricorda che gli insuccessi a breve non sono sinonimo di insuccesso a lungo termine.
  4. Leader Democratico. Questo stile è molto “energivoro” per un leader che deve investire tantissimo per creare consenso e spesso non ci riesce. Questo stile genera fiducia, rispetto e impegno, poiché tutti (o quasi) si sentono parte del processo decisionale. Il leader premia lo sforzo della squadra. Attenzione però: non funziona bene in un periodo di crisi o se i dipendenti non sono motivati a trovare soluzioni. Un buon esempio di leader democratico è il coach Norman Dale del film ”Il colpo Vincente”.
  5. Leader Affiliativo. Lo stile dei leader più “romantici” che cercano l’armonia, la felicità e i legami emotivi tra i membri della team. In questo caso la creazione di una squadra con forte senso di appartenenza, armonia e serenità tra i membri è quasi preferita al risultato puro. Uno stile da adottare in periodi stressanti e/o per migliorare il morale della squadra. Tanti “pro” ma anche qualche “contro”: spesso le persone vogliono essere individuate per i loro risultati o possono iniziare a scappare perché sono troppo a loro agio.
  6. Leader Visionario. Lo stile perfetto per chi riesce a concentrarsi sul lungo termine fornendo una visione ai propri dipendenti. Utili allo scopo le varie armi di persuasione per motivare e indirizzare il team. Non funziona però con collaboratori poco esperti o troppo giovani che avrebbero più bisogno di un aiuto pratico piuttosto che essere lasciati lavorare in autonomia. Un bell’esempio di leadership visionaria è possibile trovarla nel film “La ricerca della felicità” di Christopher Gardner.
 
 
L’impatto degli stili di leadership sulla cultura dell’azienda
L’Harvard Business Review ha condotto uno studio su quasi 4.000 dirigenti aziendali e ha esaminato in che modo ciascuno dei sei stili di leadership abbia influenzato le “componenti culturali” dell’attività di ciascuno di essi. Ecco le 6 componenti culturali individuate:
 
  • Flessibilità: la capacità di un dipendente di innovare all’interno di un’organizzazione senza regole e politiche eccessive che si frappongono.
  • Responsabilità: il modo in cui un singolo dipendente si sente responsabile nei confronti dell’organizzazione e del suo successo.
  • Standard: livello di standard previsto per i dipendenti all’interno dell’organizzazione.
  • Premi: l’accuratezza del feedback delle prestazioni e link di feedback agli incentivi positivi.
  • Chiarezza: la comprensione dei singoli dipendenti della missione e dei valori dell’organizzazione.
  • Impegno: l’impegno individuale dei dipendenti per lo scopo comune dell’organizzazione.
Autore: Vincenzo Greco Manuli
Fonte: www.progettoenergiaefficiente.it
 


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